La leva più potente per il cambiamento è dentro di te

Il cambiamento è di per sé una cosa divertente.
Tutti vogliamo il cambiamento, ma nessuno vuole cambiare.

La vera trasformazione avviene quando spostiamo la conversazione sul cambiamento da “lui, lei e loro” a “io, me stesso ed io“.
La leva più potente per il cambiamento è dentro ognuno dei noi. 

Lo sento quando, facendo coaching ai leader, chiedo su cosa vorrebbero lavorare. Spesso sento risposte come:

  • Ho bisogno di aiuto con un collaboratore che non sta performando bene
  • Voglio parlare di come aiutare il mio team a lavorare meglio in squadra
  • Mio figlio ha difficoltà a trovare una carriera adatta a lui

In ogni esempio, il coachee vuole che qualcun altro cambi.

La chiave per cambiare è il mio cliente, anche se di solito all’inizio non riesce a vederla in questo modo.
Come la maggior parte di noi, tuttavia, vogliamo che siano gli altri a cambiare.
Questo desiderio nasce dall’idea sbagliata che il problema e la soluzione siano “là fuori”.

Se il problema è “là fuori”, allora non è colpa mia.
Non ho bisogno di cambiare.
E, sottilmente, sono una vittima.


Se lo osservi da questi punti di vista, la situazione ha una prospettiva piuttosto deprimente.

Dobbiamo ricordarci che se siamo parte del sistema, siamo anche parte della soluzione!

Nulla cambia senza una trasformazione personale“.

W. Edwards Deming

Se pensiamo e ci comportiamo in modo diverso, le cose cambieranno. Non siamo vittime, abbiamo il controllo dei nostri atteggiamenti e delle nostre azioni.

Il vero cambiamento avviene quando passiamo da “lui, lei e loro” a “io, me stesso ed io”.

Passare da “Lui, lei e loro” a “Io, me stesso e me stesso”

Passiamo al punto di vista del coaching, ovvero come aiutare qualcuno a fare una conversazione sul cambiamento di se stesso e non degli altri.
Puoi utilizzare gli stessi passaggi ed avere questa stessa conversazione interna per cambiare te stessa/o.

Quando la conversazione parla di “lui” o “loro” che devono cambiare, stai facendo coaching alla persona sbagliata!
Tu fai coaching solo alla persona che hai di fronte. Ciò significa che la conversazione deve riferirsi principalmente a “tu” e “io”.

Sposta l’attenzione della conversazione dal parlare di persone e soluzioni “là fuori” alla persona che stai aiutando.

Usa queste domande per reindirizzare la conversazione:

  • Come vuoi essere considerato in questa relazione?
  • Cosa dice questo di te?
  • In che modo contribuisci, senza volerlo, al problema?
  • Come dovresti cambiare il tuo modo di pensare e il tuo comportamento?

Si possono aggiungere alcune informazioni prima di fare queste domande, come:

  • sembra che tu non ti senta molto padrone della situazione. Quali parti puoi influenzare?
  • tu sei parte di questo sistema. Come potresti contribuire inavvertitamente al problema?
  • ok, diciamo che lui è il 90% del problema. Qual è il tuo 10%?
  • se continui a pensare e a rispondere allo stesso modo, otterrai gli stessi risultati. Qual è l’approccio alternativo che potresti adottare?

Mantenere “l’io” in azione

Usa lo stesso approccio per generare azione.
Se il coachee stabilisce dei passi da far fare ad altre persone, riporta l’attenzione su di lei/lui. Fallo in questo modo:

  • quindi, questo è quello che le chiederai di fare. In che modo contribuirai per farle avere successo?
  • finora hai accennato a come il team deve agire in modo diverso. In che modo tu dovresti agire in modo diverso?
  • come dimostrerai la tua nuova prospettiva a chi ti circonda questa settimana?

Ascoltando attentamente la conversazione puoi riconoscere se il tuo coachee sta pensando che “il cambiamento è là fuori” o “il cambiamento è in me“. 

Ascolta per “lui, lei e loro“. 

Chiedi per “me, di me stesso e di me“. 

È in quel preciso momento che avviene la vera trasformazione.

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